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Se l'ufficio fa venire mal dischiena

Lo stress è sempre più uno dei principali nemici della nostra salute. Una ricerca dimostra che avere problemi in ufficio favorisce il mal di schiena

Se l'ufficio fa venire mal dischiena - Lo stress è sempre più uno dei principali nemici della nostra salute. Una ricerca dimostra che avere problemi in ufficio favorisce il mal di schiena
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È opinione abbastanza diffusa che “Prima dallo psicologo non ci andava nessuno, ora ci vanno tutti”. Prima, però, l’aspettativa di vita era minore e, quindi, si aveva molto meno tempo per somatizzare. Ora, invece, sembra che lo stress sia il nostro peggior nemico, imbattibile e infido, colpevole dei disturbi più disparati, dall’aumento di peso alle chiazze sulla pelle passando per molte e molte altre malattie dette psicosomatiche. Come se tutto ciò non bastasse la lista dei capi d’accusa di questo imputato si allunga di una voce: anche il mal di schiena, quello lombare a voler essere precisi, può essere figlio, prima ancora che di un disturbo fisico, di uno stato d’animo. Sembra infatti che questo tipo di dolori cronici possano essere legati a doppio filo con i più disparati problemi sul lavoro: dalla paura di perderlo all’ansia dovuta all’incapacità di relazionarsi con il capo o con il colleghi, passando per la frustrazione di chi si ritrova a svolgere un incarico che non gli piace o che non gli consente di esprimere al meglio le proprie capacità.

A dirlo è uno studio del Western Australian Institute for Medical Research in collaborazione con l’University of Western Australia, condotto su 315 pazienti che si erano al proprio medico di famiglia dopo il primo episodio di mal di schiena non-specifico. I ricercatori hanno seguito questi soggetti incontrandoli dopo tre, sei e dodici settimane e, infine, dopo sei mesi e facendo loro anche domande che riguardavano il loro atteggiamento. In questo modo è emerso che le persone che mostravano di continuo ansia e disperazione erano più bloccate nei movimenti e, in questo modo, contribuivano a far sì che il loro dolore risultasse persistente.

Il professor Markus Melloh, il chirurgo ortopedico e reumatologo che ha condotto lo studio, ha dichiarato: « L’atteggiamento sul posto di lavoro e il pensiero positivo hanno un impatto enorme sul dolore lombare. Se un dipendente ha la possibilità di partecipare ai cambiamenti sul posto di lavoro o avere qualche voce in capitolo nella progettazione di diversi ruoli, possono ritrovare un atteggiamento positivo e la condizione potrebbe risolversi. Avere qualcuno che ti ascolta e dimostra sostegno emotivo durante il lavoro rappresenta un forte fattore di protezione». In altre parole occorre ricevere (e quindi anche dare) più sostegno e più comprensione anche sul posto di lavoro. E questo, ci auguriamo, è un bisogno in grado di andare ben oltre i tempi che cambiano. 

Valeria Roscioni - Nexta

Data: 2/5/2012 Visto: 10859


 
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